

Reverse diet: che cos’è e a che cosa serve. Scopriamo assieme quali sono i meccanismi alla base dell’utilizzo di questo protocollo.
La “Reverse diet” o letteralmente tradotto “la dieta inversa” è un protocollo nutrizionale che viene utilizzato in situazioni di blocco metabolico, situazioni in cui quindi il corpo decide di consumare lo stretto necessario, rallentando.
Tutto ciò porta ad un’inflessibilità metabolica. Il metabolismo quindi non è più in grado di utilizzare in modo corretto grassi e carboidrati, né di spendere energie, al contrario, tutto ciò che riceve tramite gli alimenti, lo conserva sotto forma di grasso stoccandolo nel tessuto adiposo. Questo per cercare di preservare la specie, la quale in condizioni di carestia, andrebbe verso l’estinzione.
Se non ci sono stimoli (cambiamento delle abitudini alimentari, esercizio fisico, temperature fredde, digiuno..) i nostri mitocondri (organelli addetti alla respirazione cellulare ed in parole povere “al consumo”) si riducono, producendo un aumento del grasso viscerale e aumentando lo stress ossidativo e quindi l’infiammazione, base delle sviluppo di ogni patologia.
Aumenta quindi la probabilità di incorrere in insulino resistenza, la quale a sua volta porta ad un incremento del tessuto adiposo, il quale aumenta nuovamente l’infiammazione.. il classico “cane che si morde la coda”
Aumentare la flessibilità metabolica significa portare il nostro corpo ad essere in grado di consumare energie e di smaltire tessuto adiposo in eccesso; questo possiamo farlo praticando esercizio fisico, effettuando digiuno intermittente controllato da un professionista della nutrizione, avendo un buon sonno ristoratore e, ultimo ma non ultimo, seguendo una dieta adeguata.
Quando però tutto questo non è sufficiente, il protocollo “Reverse” ci viene in aiuto, resettando tutte le informazioni errate che il corpo ha ricevuto nei mesi e negli anni e mettendolo in condizione di porter prendere nuovamente a funzionare in modo corretto.
La “Reverse Diet” può essere effettuata in svariati modi: può essere pianificata per incremento calorico, per incremento lipidico o per incremento di carboidrati, in modo graduale.
Sarà però il nutrizionista a decidere se effettuarla e quale sia la tipologia più adeguata per ogni soggetto.
Dott.ssa Veronica Berni