Il ruolo della bilancia nel percorso nutrizionale.

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Il ruolo della bilancia nel percorso nutrizionale.

Il ruolo della bilancia nel percorso nutrizionale.

Il Natale si avvicina e la cosa che molte persone (a dieta e non) faranno durante le feste sarà pesarsi assiduamente, ma è davvero necessario? Questo pensiero nasce dal fatto che una delle prime cose, se non la prima, a cui pensano molti dei miei pazienti appena entrano in studio per la visita di controllo, è la bilancia: pesarsi per vedere quanti Kg hanno perso durante il periodo di dieta; ciò è comprensibile ma dobbiamo capire insieme qual’e il ruolo della bilancia nel percorso nutrizionale. Quando è necessario pesarsi, in che modo, e quali sono i limiti che la bilancia ha.

Il ruolo della bilancia nella prima visita.

Alla prima visita, molto spesso, i pazienti si presentano e rimangono in piedi in attesa della parola magica: “si spogli, che la peso”. Beh, non c’è niente di più sbagliato a mio parere. Innanzitutto durante la prima visita la cosa per me fondamentale è stabilire una conversazione empatica con chi ho di fronte e capire, attraverso una serie di domande, il passato di questa persona, lo stato attuale fisico ma anche psicologico, i suoi bisogni e le eventuali patologie presenti. Solo alla fine di questa lunga chiacchierata procedo con la famosa pesata e ciò avviene per due motivi: la persona deve sentirsi a proprio agio e ciò non può avvenire solo dopo 1 secondo che ha messo piede nel mio studio, inoltre pesarsi è utile ma non deve divenire un’ossessione e sopratutto non ci dice in toto come è distribuito il nostro peso corporeo.

Il ruolo della bilancia nei controlli successivi.

Alla visita di controllo l’ossessione bilancia è sempre li, ma anche in questo momento le cose fondamentali da capire sono come si sente il paziente, come stanno gli abiti, se ci sono miglioramenti nella vita quotidiana e in eventuali analisi del sangue, se la dieta è stata seguita in modo corretto e con che spirito. Alla fine procedo con la pesata per vedere in effetti, quanti Kg ha perso (oppure preso, in caso di un piano alimentare che abbia come obiettivo un aumento ponderale) il mio paziente. Se il pesarsi fosse così fondamentale e totalizzante la visita terminerebbe qua, ma come ho detto fino ad ora la pesata serve solamente a leggere un numero sulla bilancia per metterlo in relazione con il numero di partenza, e quindi la visita continua con l’analisi della composizione corporea.

Il numero sulla bilancia non ci dice tutto.

Come dico sempre ai miei pazienti, il numero sulla bilancia è appunto, solamente un numero; può dirci tutto ma anche niente. Questo perché il nostro peso è il risultato di più fattori quali la massa magra, la massa grassa e l’acqua totale. Per farvi capire in breve che cosa sono questi tre parametri, giusto due parole. La massa magra è “tutto ciò che non è grasso” ed è composta da massa muscolare metabolicamente attiva, massa ossea, organi e visceri; la massa grassa invece è il cosi detto tessuto adiposo; l’acqua totale è composta dall’acqua extra cellulare che sta fuori dalle cellule e i cui valori, se superiori a quelli standard, indicano una ritenzione idrica, e l’acqua intra cellulare che sta dentro alle cellule ed è indice, se nei range, di buona idratazione.

Come analizzo la composizione corporea.

Sia durante la prima visita che ai controlli, dopo la pesata e dopo aver preso le varie circonferenze, procedo con l’analisi della composizione corporea tramite il bioimpedenziometro, uno strumento che attraverso l’applicazione di elettrodi, misura dei valori, i quali ci dicono appunto come è distribuito il peso del mio paziente. Quanta massa magra, muscolare e grassa ha? è ben idratato? ha ritenzione idrica? ci sono condizioni patologiche? E’ in questo momento che capiamo veramente se il piano alimentare ha funzionato e se il paziente ha seguito le indicazioni da me fornite. Questo perché l’obiettivo di qualsiasi percorso nutrizionale (almeno che non si parli di disturbi del comportamento alimentare) è la perdita della massa grassa in eccesso e l’aumento della massa muscolare. Se il paziente ha perso peso ma questa perdita è data da una riduzione del muscolo, il calo ponderale non è positivo. Ecco perché la bilancia non è tutto.

Pesarsi si o pesarsi no?

Concludendo: è utile pesarsi? diciamo che se siete seguiti da un nutrizionista o altri professionisti della nutrizione, il pesarvi autonomamente a casa ha poco senso (io lo vieto ai miei pazienti), questo perché un eventuale aumento ponderale di grammi o pochi chili non è necessariamente sinonimo di accumulo di adipe in eccesso. Il peso infatti può aumentare per una ritenzione idrica momentanea data per esempio dall’assunzione di carboidrati (trattengo acqua e di conseguenza si ha un aumento di peso ma che non corrisponde ad un aumento di adipe); oppure ciò si può verificare nella donna in caso di ovulazione o di ciclo mestruale, o ancora in caso di assunzione di alcuni farmaci. Pesarsi autonomamente può essere invece utile, ricordando comunque queste nozioni di base, quando non si seguono particolari diete e quando non siamo seguiti da professionisti, al fine di monitorare l’andamento del nostro peso; ciò può essere anche fatto controllando come stanno i vestiti o come ci si vede allo specchio. Un’ultimo consiglio: non passate le festività ad abbuffarvi e pesarvi il giorno dopo, non serve! leggete piuttosto i consigli per le feste di Natale che ho scritto nell’articolo precedente.

Buone vacanze!!!

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