Mangiare meno per dimagrire: corretto o inefficace?

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Mangiare meno per dimagrire: corretto o inefficace?

Mangiare meno per dimagrire: corretto o inefficace?

Cerchiamo di capire insieme se ridurre di molto l’introito calorico aiuta il dimagrimento oppure no.

Questo articolo nasce per quella fetta di pazienti che arrivano in studio da me con il desiderio di perdere peso ma che, durante il colloquio della prima visita, mostrano seguire un’alimentazione molto restrittiva, sia dal punto di vista calorico/energetico, sia dal punto di vista di alimenti che si permettono di mangiare ed alimenti che si auto-vietano. Ma come è possibile che seguendo una tale alimentazione siano in condizioni di sovrappeso/obesità? Cos’altro devono evitare per tornare in forma?

Per farvi capire cosa intendo per alimentazione restrittiva, senza stare a parlarvi di calcoli ecc, vi faccio degli esempi.

“A colazione prendo un caffè latte con un biscottino, a pranzo un piatto di verdure e un secondo e a cena un minestrone..” oppure “Non faccio colazione, neanche gli spuntini, a pranzo mi faccio un piatto di pasta e a cena un secondo con le verdure…”

Questi sono solo due dei tanti esempi che avrei da farvi.. Premettendo che non esiste una dieta corretta uguale per tutti e quindi neanche una dieta sbagliata per tutti, ovviamente esiste quella che si chiama “Educazione Alimentare” ed esistono la biologia e il metabolismo, che stanno alla base di tutto.

Ma torniamo a noi, passando per l’antichità. Come si è potuta evolvere secondo voi la nostra specie ed essere arrivata fino ad oggi senza estinzioni da periodi di carestia? Questa domanda dovete tenerla ben presente per capire il nocciolo della questione.

Come avrebbe potuto sopravvivere il genere Homo se attraversando giorni e giorni di digiuno in base a periodi proficui e non di caccia, fosse immediatamente “dimagrito”?

Un pò di biochimica..

Contrariamente a cosa potremmo pensare, un buon metabolismo, non è quello che consuma, ma quello che riesce a risparmiare energie e rallentare per permetterci la sopravvivenza anche in periodi in cui l’introito calorico è pari o simile a zero.

Attenzione, non parliamo di qualche pasto saltato, di periodi di digiuno ad intermittenza o dieta chetogenica ben fatti e seguiti da un professionista, ma di tutte quelle situazioni in cui l’organismo entra nella cosiddetta “Starvation Mode” e cioè in quella situazione in cui, a seguito di lunghi periodi di restrizione il metabolismo è in allerta e, per preservare la vita, rallenta.

Conseguentemente, pur mangiando molto poco, ad un certo punto non dimagriremo più e andando avanti probabilmente, mantenendo questa situazione “mangio ma mangio poco” inizieremo a prendere peso ingrassando (a meno che non si entri in una condizione di anoressia, che è comunque molto grave).

La “Starvation Mode” è stata studiata molto negli anni e l’esperimento più noto è sicuramente il “Minnesota Starvation”, dove un ad un gruppo di volontari fu sottoposta una dieta con restrizione calorica del 50% rispetto al loro fabbisogno per un periodo di tempo piuttosto lungo; quando tornarono a mangiare normalmente, tutti ripresero peso accumulando adipe.

E quindi?

Quindi, spero vi appaia adesso palesemente il concetto sbagliato di restrizione calorica prolungata, sopratutto se “fai da te”. Appare anche evidente come sia praticamente impensabile, ridurre ancora di molto l’alimentazione quando i pazienti arrivano da me con una dieta già troppo ipocalorica. Io dico sempre “dovremmo arrivare a mangiare una mela ingrassando comunque?”

L’unica soluzione quindi è riportare il metabolismo ad una situazione normale (situazione non sempre semplice e che richiede costanza e pazienza da parte del professionista ma sopratutto da parte del paziente) aumentando pian piano l’introito calorico e di carboidrati, anche se a volte questo vuol dire prendere inizialmente peso per poi cominciare a perderlo.

Per concludere…

Non affidatevi a diete del momento fai da te e non portate avanti restrizioni alimentari troppo a lungo! Con questo ovviamente non sto dicendo di abbuffarvi, oppure di mangiare troppo e male, ma di mantenere semplicemente un equilibrio quotidiano!

 

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